CNAF, la previdenza sociale francese migra a PostgreSQL ed a Redhat Linux.

Il database (DBMS) Open Source Postgresql è il nuovo motore per Caisse Nationale d’Allocations Familiales (CNAF), la previdenza sociale francese.

L’organizzazione, responsabile nel 2009 di circa 69 miliardi di euro di scambi distribuiti a 11 milioni di richiedenti, ha sostituito all’inizio di quest’anno il relativo DBMS proprietario con l’alternativa GRATUITA ed Open Source Postgresql.

Secondo una dichiarazione pubblicata in settembre dall’azienda Bull, che assiste CNAF, Postgresql ha servito circa 1 miliardo di query SQL giornaliere.

La nostra scelta di PostgreSql non è stata determinata solo dal fatto che questo software è open source ” dichiara il Vice Direttore dei sistemi d’informazione del CNAF . “Questo è un DBMS tecnicamente ricco, che comprende tutte le caratteristiche di cui abbiamo bisogno. Ha livelli di prestazioni e l’affidabilità che soddisfano le nostre richieste in ambienti di produzione.

Tuttavia, dice di essersi mossi  verso Postgresql anche per permettere che l’organizzazione riduca i costi di licenza rispetto ad un DBMS proprietario. “Questa era un’occasione per far diminuire il costi di licenza.” Il delegato direttore è inoltre sicuro che la comunità Open Source di Postgresql aumenterà ancora la qualità di Postgresql.

La migrazione iniziata nel 2008 ha richiesto 18 mesi per migrare i 168 database in questione, occupando complessivamente 4 Terabyte dei dati.

Le mansioni amministrative normali sono state automatizzate ed il controllo del sistema è effettuato utilizzando una soluzione di software aperta, Nagios. In più, l’architettura che è stata realizzata caratterizza high-availability ridondato, con una sede remota di backup dati.
Secondo l’azienda Postgresql RDBMS gira su Linux Redhat.

Open Source, casi di successo. Nuova rubrica.

Occhi sgranati, braccia conserte, espressione smarrita e quell’ uhmmmmmmm sono le reazioni classiche quando si parla di Open Source ad un’azienda.
Più che parlarne sarebbe corretto dire PROPORRE.

C’è molta ignoranza nel panorama attuale della piccola/media azienda italiana, ignoranza “buona” (l’ignoranza in verità non è mai buona) di quella più etimologica del termine.
Ignorare ovvero che per ogni soluzione commerciale e sopratutto proprietaria, esiste spesso una valida alternativa equivalente Open Source.

Normalmente adottare software Open Source significa per l’imprenditore, minori costi ed un notevole risparmio.

Qualche purista storcerà il naso davanti a questa affermazione, ricordando che Open Source è diverso da Free e che ci sono ben altri benefici dall’adottare software a sorgente aperto piuttosto che affidarsi a soluzioni proprietarie.

Come dargli torto ? Inviterei il purista però a focalizzare l’aspetto commerciale, andando a proporre soluzioni open source ai vari clienti.
Alla fine tutto si ridurrà ad una singola parola : COSTO.

Quanto mi costa ?“, “quanto devo spendere ?“, “quanto risparmio ?” … sono le domande cruciali che il cliente si pone e pone al commerciale di turno.

Se consideriamo poi la crisi economica in questo momento storico, il bassissimo potere di acquisto salariale per software sviluppati oltreoceano (un programmatore negli USA guadagna in media sui 10 mila euro al mese), diventa vitale trovare la soluzione più economica per risolvere elegantemente i problemi aziendali senza andare a discapito sulle funzionalità, la stabilità, la sicurezza ed il supporto.

Rimane difficile però capire il concetto al cliente, quando si propone come alternativa al loro DBMS da 20 mila euro una soluzione GRATUITA.

Come fa ad essere gratuita ?“, “Se è gratuita allora non vale un fico secco“, “Ma è un programma fatto da ragazzini per passar tempo ?” … sono le classiche domande ed esclamazioni che ne susseguono.

Rimane purtroppo complesso, dispendioso in termine di tempo e di energie, spiegare come funziona tutto “l’ambaradan” che è l’Open Source, per cui abbiamo deciso di proporre una nuova rubrica intitolata “Open Source, casi di successo“, in cui verranno riportati casi reali in cui grandi e importanti realtà aziendali, PMI, hanno adottato l’open source in modo vincente nella loro azienda.

Stay tuned …


PostgreSQL è ormai come Oracle 11g con le nuove funzionalità di replica in streaming e Hot Standby.

PostgreSQL più comunemente chiamato Postgres è giunta alla versione 9.0 lo scorso 20 Settembre.
Sarebbe complesso presentare PostgreSQL ad un neofita, ma vi basti sapere che è un DBMS SQL di classe Enterprise con efficienza, feature, stabilità che competono con rivali commerciali del calibro di MS SQL Server, DB2 (IBM) ed infine il mostro sacro Oracle.

Non è stato citato MySQL perchè effettivamente PostgreSQL è un prodotto di lunga superiore per essere impiegato in ambiti di produzione mission critical, con feature native consolidate dagli anni quando MySQL non aveva nulla di relazionale non supportando fino a qualche anno fa nemmeno l’integrità referenziale, le viste, le stored procedure e tutt’ora rimane impacciato con i trigger.

Dopo questa breve ma doverosa premessa si può affermare che ad oggi la nuova release 9.0 è pressoché pari in termini di funzionalità a Oracle 11g.

A dirlo è 2ndQuadrant, azienda leader di consulenza PostgreSQL.

Simon Riggs, CTO e fondatore di 2ndQuadrant, ritiene che sia la replica in streaming che Hot Standby, implementate come funzionalità interne al database,  costituiranno per le aziende un incentivo a migrare da costosi database proprietari, quale ad esempio Oracle che ha costi di licenza di decine di migliaia di euro per singolo singolo core.

Ciò è estremamente positivo dato che l’inclusione della replica nel core di Postgres era una delle feature più richieste dai clienti.
Fino ad ora ciò era possibile tramite modularità esterne, a discapito del senso di gradimento degli utenti finali che vogliono sempre qualcosa di integrato che funzioni bene, sempre e subito.

Sempre più filo da torcere a Oracle dunque che pur essendo l’azienda leader nel campo DBMS si trova sempre più minacciata da soluzioni Open Source quali MySQL (che ha recentemente acquistato insieme a SUN) ma sopratutto PostgreSQL definito all’unanimità “Il più avanzato database open source”.

A prova di ciò e del terrore (e dunque della validità e della bontà) che PostgreSQL incute a Oracle non si può assolutamente omettere l’increscioso evento avvenuto a fine luglio 2010, appena dopo l’acquisizione di Sun Microsystem che ha visto spegnere i server utilizzati da Postgres per testare le nuove patch su Solaris e OpenSolaris.

Sun infatti contribuiva a PostgreSQL mettendo a disposizione gratuitamente delle macchine, ma Oracle le ha spente senza nessun preavviso e senza commentare l’accaduto.

Comportamento sicuramente legittimo “affaristicamente parlando” ma da condannare da un punto di vista etico ed umano.

Perchè cambiare la password predefinita del vostro router Alice e Fastweb : WiRouter KeyRec !

Come ben saprete per accedere alla vostra rete wi-fi bisogna immettere una key di autenticazione una volta era WEP oggi WPA2.
Questa chiave viene fornita di default e stampata su carta e inclusa nella confezione del router Telecom o Fastweb noleggiatovi dal fornitore ADSL.
Qualcuno si chiederà dunque : ma chi è che configura il nome della rete SSID e setta la chiave WPA nelle impostazioni predefinite del router ?
Sicuramente non è un essere umano a farlo, ma bensì un automa software che associa una WPA a un nome di rete (SSID) mediante un algoritmo proprietario.
Salvatore Fresta, italianissimo sviluppatore e ricercatore, ha surrogato il lavoro di numerosi reverse enginner e ricercatori di sicurezza come lui in un software chiamato WiRouter KeyRec.
Esso è scritto in linguaggio C, rilasciato sotto licenza GPL (codice sorgente aperto dunque) e permette di recuperare la password predefinita per la rete WiFi del vostro router.
Al momento sono supportati i modelli: Telecom Italia Alice AGPF, Fastweb Pirelli, Fastweb Tesley.
Tutto quel che serve è il SSID della rete per cui volete calcolare la password predefinita che potete passare sia a linea di comando sia da file.
Se avete ancora impostato la password di default dunque è VIVAMENTE CONSIGLIATO provvedere a sostituirne con una nuova da voi scelta.

Restyling Sito Web. Target Jobs

Ecco di seguito il restyling di un sito Web (Target Jobs), sito monopagina con il fine unico di permettere al navigatore interessato di lasciare i propri recapiti per essere ricontattati dal titolare dell’agenzia per il lavoro.

Il layout di partenza è sembrato subito un po’ piatto, poco accattivante, con l’uso di forme non adeguate, una tipografia non adeguata, un logo improvvisato e la prevalenza di effetti ormai antiquati come ombre e bagliori. Il testo nell’insieme è troppo confusionario e si ha una gestione degli spazi molto improvvisata che crea confusione.

Partendo dal layout qui sopra dunque è stato prodotto un restyling dinamico, curando in particolar modo l’aspetto cromatico del sito senza stravolgerne i colori, un restyle totale del logo utilizzando un font più adeguato e ritoccato in grafica vettoriale. Un occhio di riguardo alla tipografia del sito e una bella form bella grande e visibile che inviti subito alla compilazione.

Il tutto arricchito da una simpatica illustrazione stile cartoon che rende la pagina web molto accattivante, curata, ironica ma non banale, mantenendo sempre una vesta grafica professionale e non improvvisata.