Ottimizzare e velocizzare WooCommerce per aumentare le vendite.

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Se dovessimo parlare delle sfide più impegnative che abbiamo dovuto affrontare, non potremmo sicuramente citare quella di andare ad ottimizzare WooCommerce, per un importante Store come Italydreamdesign.

Il progetto nasce dalla sapiente mano di un’altra agenzia Web, che si trova ad un certo punto della sua vita a dover trovare la giusta soluzione per un ecommerce basato su WordPress e WooCommerce che inizia a mostrare i primi sintomi di lentezza dovuta ad un numero sempre più crescente di prodotti e le relative traduzioni gestite dal famoso plugin WPML

A fronte di ciò ci siamo attivati con una configurazione ben collaudata che ha permesso di ridurre i tempi di caricamento di ogni singola pagina da circa 10 secondi a meno di 2.

É doveroso dire che i risultati raggiunti sono frutto di un buon mix di accortezze tecniche di tipo sistemistico e un integrazione tramite plugin di WordPress e WooCommerce.

L’hosting proposto infatti è ottimizzato su WebServer NGINX con una precisa ed adeguata integrazione con Memcached, PHP in FPM con Zend OpCache abilitato e un Object Storage in REDIS. Percona Server è stato configurato ad hoc per un caching ottimale delle query al Database e il tutto è stato cachato con Varnish in reverse proxy con le opportune regole di configurazione.

Ricordiamo che la velocità di un ecommerce è fondamentale.

Ciò che molti potevano già intuire come una semplice “sensazione”, è stata confermata da uno studio compiuta da Monitis. Di cosa si tratta? Secondo questa recente indagine statistica, se una pagina web non si carica entro il limite massimo di 30 secondi, il potenziale acquirente esce dalla pagina e cambia anche sito di e-commerce. Ecco perché la velocità è un elemento fondamentale di un e-commerce, più dell’aspetto esteriore e dei servizi offerti.

Se per i navigatori la pagina è lenta, l’acquisto viene abbandonato dal 56% di essi proprio all’atto finale. Addirittura, è sufficiente che gli utenti abbiano anche solo questa percezione, per far sì che tutto il meccanismo si inceppi.

Indicativamente, sono stati calcolati 30 secondi come tempo massimo in cui l’utente è disposto ad aspettare prima di “perdere la pazienza” e di mandare all’aria l’intera operazione. Un tempo che se in un negozio tradizionale può essere considerato brevissimo, non lo è per il negozi online, che fondano parte delle loro caratteristiche essenziali proprio sulla velocità.

Se abbiamo detto che il 56% abbandona l’acquisto dopo 30 secondi di attesa, la rapidità è in generale un fattore fondamentale d’acquisto per l’86% degli utenti. Perché? Per il semplice fatto che un utente si rivolge a un e-commerce piuttosto che ad un negozio online proprio per la possibilità che offre il primo di garantire un acquisto facile, economico e veloce. Risparmiare tempo in questo caso è un vero e proprio valore. Altri elementi come accessibilità, interattività, usabilità, sono sì importanti, ma vengono in ogni caso al secondo posto rispetto alla velocità.

I dati si rilevano preziosi alla luce del miglioramento del proprio e-commerce: velocizzare il processo di caricamento delle pagine web legate all’acquisto, anche in funzione di picchi di traffico. Un sistema efficiente sotto questo punti di vista, può generare maggiori ricavi anche “indotti” da quei siti che vengono abbandonati a causa della lentezza.

Se siete proprietari un ecommerce WooCommerce non propriamente brillante, o avete il dubbio che ci possa essere degli importanti margini di miglioramento e che dunque vendiate di più, contattateci pure. Sarà nostra premura valutare la vostra situazione e l’esperienza utente per indicarvi la soluzione migliore.

DREAMSNET.IT ha cambiato nome in MANAGEDSERVER.IT azienda specilizzata in Hosting WordPress e WooCommerce.

 

Quali elementi di un sito e-commerce influenzano l’acquisto ?

Quali elementi di un sito e-commerce influenzano l’acquisto ?

Questa è la domanda cardine da porsi per la realizzazione di un sito e-commerce che converta il lead/utente in cliente. Secondo alcuni sondaggi il i primi 7 secondi sono fondamentali quindi è molto importante l’impatto visivo, la grafica e il design (lo afferma circa il 93% di un campione intervistato). Se consideriamo che il tempo totale per la conclusione di acquisto su un sito e-commerce è di 90 secondi circa bisogna investire sulla piattaforma non solo per la parte grafica ma anche sull’ottimizzazione infrastrutturale.

Vediamo un elenco di punti da seguire per convertire l’utente in cliente:

  1. Velocità del sito: se il caricamento della pagina web è superiore ai 3 secondi circa, il 57% degli utenti abbandonerà il sito e l’80% di questi non ci darà una seconda chance
  2. Design: se la pagina del prodotto non offre subito le informazioni ricercate a convincermi all’acquisto in 90 secondi abbandono il sito. Lo dichiara circa il 92,6%: “La parte visuale è la maggior strategia di vendita online”. Inoltre il 58% converte maggiormente se sono presenti più immagini, e 1 su 2 di questi è maggiormente spinto all’acquisto se c’è la presenza di un video di presentazione.
  3. Feedback: l’utente si fida molto della rete quindi la presenza di review e feedback aiutano la conversione (circa l’85%); il 67% dei consumatori legge almeno 6 recensioni prima di acquistare
  4. Abbandono: In media il 67% abbandona il carrello/sito e questo è dovuto molto spesso dalla mancanza di informazioni relative ai contatti, termini e condizioni poco chiare, flusso di registrazione per il checkout troppo lungo. Il target è composto maggiormente da uomini tra i 25 e 44 ed in entrambi i sessi per il 42% acquistano sia per tendenza che in maniera coscienziosa.
  5. Marketing: Newsletter e coupon sono in percentuale più apprezzati con call to action chiare

Infine sono molto importanti i metodi di pagamento e i costi di spedizione della merce. Infatti molto spesso la discriminante all’acquisto è proprio la spedizione gratuita. Quest’ultimo punto fa capire meglio come psicologicamente il consumatore sia vulnerabile sugli acquisti online; su uno stesso prodotto, A spedizione gratuita e B costo spedizione, con un prezzo che ha una differenza minima (se sommiamo il costo di spedizione in B rispetto ad A), il consumatore sarà più spronato ad acquistare un prodotto che non consideri la spesa di spedizione (“SPEDIZIONE GRATUITA”).

Conclusioni

Sviluppare un sito e-commerce richiede analisi sia infrastrutturali che di design, questo è molto importante perchè chi offre spunti su come realizzare un sito e-commerce è il consumatore finale e non il venditore; molto spesso si fa l’errore di fidarsi delle proprie esperienze (di vendita offline) senza tener conto dei consigli sopra esposti e dei consigli di consulenti e professionisti del settore.

Infografica

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Ecco le nuove regole per gli acquisti online che entreranno in vigore dal 13 Giugno

tecno-ecommerce-258x258Dal 13 Giugno entreranno in vigore le nuove regole per il commercio elettronico stabilite nella direttiva che porta come obiettivo quello di dare regole universali ed uguali per tutti i Paesi dell’Unione Europea, offrendo maggiori garanzie ai consumatori, più tempo per esercitare il diritto al ripensamento ed altro ancora.

«Ma la direttiva europea si pone il fine anche di creare le premesse di fiducia, trasparenza e sicurezza per permettere anche lo sviluppo del commercio elettronico transfrontaliero, e non solo quello dei singoli Paesi Ue – commenta Roberto Liscia, presidente di Netcomm, il consorzio nato nel 2005 con l’obiettivo di favorire la diffusione e la crescita dell’ecommerce in Italia . L’incremento del commercio transfrontaliero potrebbe infatti portare a una crescita del Pil europeo, diventando dunque un propellente dell’economia del Vecchio Continente». E le premesse ci sono tutte, soprattutto considerando che negli ultimi due anni in Italia i consumatori che hanno fatto acquisti via Internet sono quasi raddoppiati, passando da 9 a 16 milioni. «Tuttavia, il Belpaese resta ancora il fanalino di coda in termini di numero di imprese che vendono oltre frontiera – continua Liscia -. Parliamo del 4% circa. Inoltre, come Paese siamo ancora indietro in termini di fatturato complessivo dell’ecommerce. Un giro d’affari che nell’ultimo anno si è attestato a 14 miliardi di euro. Questi dati fanno capire quanto sia importante questa nuova direttiva europea, soprattutto considerando che oggi abbiamo un saldo negativo della bilancia commerciale digitale per circa un miliardo di euro. Dunque – aggiunge – fiducia, trasparenza e omogeneità sono premesse importanti per lo sviluppo del commercio elettronico».

Dal 13 Giugno nuove regole per gli acquisti online

Beautiful young woman shopping over internet

 

 

Diritto al ripensamento

Le nuove regole conferiscono ai consumatori 14 giorni di tempo, dal momento in cui si riceve il prodotto, per restituire la merce nel caso in cui non dovessero riternersi soddisfatti, contro i 10 giorni attuali. Inoltre, dopo aver comunicato la volontà di voler restituire la merce, il consumatore ha altri 14 giorni a disposizione per spedire i prodotti acquistati al negoziante. Infine, nel momento in cui il consumatore dichiara di aver spedito la merce, il negoziante è obbligato a restituire la somma nei 14 giorni successivi al ricevimento dell’informativa (rispetto ai 30 giorni attuali)

Maggiore trasparenza 

Per tutelare il consumatore, il negoziante dovrà dichiarare i costi che dovranno essere sostenuti per la restituzione della merce. Qualora queste spese non fossero state palesate in anticipo, allora i costi di restituzione saranno a totale carico del negoziante, che si trova, di fatto, in errore.

Contratti a distanza

Cambiano anche i contratti formulati a distanza, come quelli tramite call center da parte di operatori telefonici e simili. Dal 13 Giugno i contratti non potranno più essere ufficializzati al telefono, quindi una vendita piuttosto che l’abilitazione di un servizio non potrà più avvenire “a voce”. Il venditore dovrà inviare un contratto cartaceo all’indirizzo di residenza del compratore che dovrà firmarlo e rispedirlo. Questo accresce la tutela del consumatore e la trasparenza. Il commerciante che non rispetterà le nuove regole andrà incontro a una sanzione minima di 5 mila euro fino ad un massimo di 5 milioni.